Passeggiata "mordi e fuggi" all'Alpe del Nevegal
Italia,  Veneto,  Week End

Passeggiata “Mordi e fuggi” all’Alpe del Nevegal

Secondo articolo su questa località. Mi piace molto passeggiare qui con i miei cani. Puoi leggere cliccando qui il mio racconto di una nuova passeggiata “mordi e fuggi” all’Alpe del Nevegal, in una bella giornata di sole.

I ricordi Facebook di oggi hanno portato alla luce quel 28 aprile 2019. Era domenica, una mattina “di festa” in cui mi sono svegliata magicamente in Alpago. Qui dormo sempre con le tapparelle alzate e quel giorno già dal primo sguardo fuori mi sono resa conto di una cosa insolita: stava nevicando.

La neve, bella ma pericolosa

Quella domenica mattina, eccitati alla vista della neve, abbiamo scioccamente pensato di poterne approfittare per fare una bella passeggiata “mordi e fuggi” – poiché in giornata – all’Alpe del Nevegal. Si tratta di una località in provincia di Belluno che ben si adatta ai viaggi col cane ed ai week end di rilassanti passeggiate in compagnia del proprio quattro zampe.

Siamo saliti come some siamo soliti fare fino al parcheggio della Casera, ma continuava a nevicare. Perciò anziché procedere fino alla meta ipotizzata ci siamo fermati al parcheggio grande ai piedi delle piste da sci.

La passeggiata è stata davvero molto breve. In primo luogo non eravamo equipaggiati per quel freddo, anzi. In verità, nonostante nevicasse, fino al giorno prima era primavera inoltrata ormai e indossavamo delle giacche semplici…con sotto le polo a maniche corte.

Luca in maniche corte con la neve!

Pochi istanti dopo il nostro arrivo sono sopraggiunti anche i vigili del fuoco e la protezione civile. Abbiamo appreso infatti che l’Alpe del Nevegal in quei giorni era teatro di diversi raduni d’auto d’epoca. I soccorsi si sono resi necessari per far evacuare la zona in sicurezza e velocemente.

Cosa stava succedendo? La maggior parte degli alberi erano già fioriti, nei rami scorreva la linfa e tutto il bosco aveva preso vita dopo un rigido inverno. La neve, caduta copiosa in poco più di un’ora, si stava depositando sulle chiome verdi degli alberi. Gravava sui rami esili facendoli rompere e cadere anche lungo le strade.

La situazione stava diventando davvero pericolosa.

La passeggiata “mordi e fuggi” all’alpe del Nevegal con i nostri cani si è trasformata quindi in una sosta per scattare due foto prima di voler scappare via. La sensazione di pericolo ci ha fatti tornare con i piedi per terra in pochi minuti. La mattinata è stata a dir poco insolita e mi ha dato questa nuova consapevolezza.

Quando vediamo nevicare torniamo tutti un po’ bambini senza valutare i potenziali danni e disagi che questa crea, soprattutto fuori stagione.

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